Per essere un ostello, le camere private sono tutto sommato decenti. Il problema è che la struttura avrebbe bisogno, come minimo, di una buona manutenzione.
Nella camera 204, per esempio, la finestra era rotta e impossibile da chiudere: rimaneva soltanto accostata. Le prese elettriche erano praticamente inesistenti: una in corridoio, una in alto, presumibilmente destinata a un televisore che non c'era più, e una porta USB sul comodino, se così vogliamo chiamarlo, visto che si trattava in realtà di uno sgabello, peraltro non funzionante.
In tutta la stanza non c'era nemmeno un appendiabiti. Solo un armadietto e diverse porzioni di parete completamente vuote: mettere qualche semplice gancio sarebbe costato davvero così tanto?
Anche il corridoio merita una menzione, ma non certo positiva: sembra uscito da un film horror. E per favore, non chiamatelo arredamento industriale. Qui non si tratta di uno stile ricercato o volutamente minimalista, ma di un ambiente dall'aspetto fatiscente, che ricorda più un edificio sovietico lasciato andare che una scelta di design. Insomma, con un po' di manutenzione e qualche intervento elementare, la struttura potrebbe migliorare parecchio. Perché un conto è soggiornare in un ostello, un altro è dover fare i conti con carenze che si potrebbero risolvere con poco.